Don Camillo e Peppone, i film della serie cinematografica

Don Camillo e Peppone, i film della serie cinematografica

In un piccolo paesino della bassa emiliana, nell'immediato dopoguerra, il sindaco comunista Peppone si trova costantemente in conflitto col rude parroco Don Camillo. Un rapporto a dir poco burrascoso che li porta a vivere quotidiane ed intense battaglie, nonostante tra i due esista alla base un forte sentimento di reciproco affetto e di grande considerazione. I due, reciprocamente convinti della bontà delle proprie posizioni, sono sempre pronti a litigare ma, poi, si dimostrano ben disposti a trovare insieme una soluzione che vada bene per entrambi.

Don Camillo e Peppone sono due personaggi creati da Giovannino Guareschi e protagonisti di una serie di racconti sviluppati in un ambito che lo scrittore definisce "Mondo Piccolo", idealmente assimilabile alla realtà rurale italiana del dopoguerra. Nati entrambi nel 1899 nel loro amato paese, hanno combattuto nella Grande Guerra, venendo decorati con medaglia d'argento al valore militare.

Giuseppe Bottazzi, noto a tutti come Peppone, è un artigiano, esattamente fabbro e meccanico, e malgrado sia scarsamente istruito è uno straordinario Sindaco abile nell’amministrare il suo paese e a coordinare i compagni di partito. Sposato con Maria e padre di sei figli, è un fervente patriota e nonostante le sue idee comuniste è molto credente, tant'è che a volte lo si vede entrare di soppiatto in chiesa per pregare o accendere un cero.

Don Camillo è un bravo parroco ma possiede un carattere assai impetuoso, impulsivo e focoso capace di accendersi all’istante in azioni di reazione “violenta” che danno sfogo alla sua smisurata forza, qualità che spesso adopera per “regolare” i compagni di partito di Peppone. Approccio rude, talvolta manesco, con i suoi parrocchiani che molto spesso viene redarguito dalla prodigiosa voce del suo adorato crocifisso. Il miracolo che guida tutto.

Dai racconti di Guareschi sono state realizzate alcune trasposizioni cinematografiche, a partire dal 1952. La serie di maggiore successo è quella con gli straordinari Fernandel, nei panni di Don Camillo, e Gino Cervi, in quelli di Peppone, indimenticabili e irripetibili interpreti.

Oltre ai citati protagonisti gli altri interpreti principali dei film, chi più chi meno presente, sono: Leda Gloria (moglie di Peppone), Saro Urzì (il Brusco), Marco Tulli (lo Smilzo), Giovanni Onorato (Scartazzini), Carlo Duse (il Bigio), Charles Vissières (il Vescovo), Luciano Manara (Filotti), Franco Interlenghi (Mariolino della Bruciata), Giorgio Albertazzi (don Pietro), Mario Siletti (avv. Stiletti), Sylvie (signora Cristina), Vera Talchi (Gina Filotti), Marina Morgan (Irma, la giostraia), Claude Sylvain (Clotilde), Armando Migliari (Rosco della Bruciata), Memmo Carotenuto (lo Spiccio), Gualtiero Tumiati (Ciro della Bruciata), Italo Clerici (il tipografo Barchini), Gina Rovere (Gisella Marasca), Édouard Delmont (dottor Spiletti), Umberto Spadaro (il contadino Bezzi), Karl Zoff (Walter Bottazzi), Valeria Ciangottini (Rosetta Grotti). 

  • I film della serie:
  • 1952 - DON CAMILLO regia da Julien Duvivier
  • 1953 - IL RITORNO DI DON CAMILLO regia da Julien Duvivier
  • 1955 - DON CAMILLO E L'ONOREVOLE PEPPONE regia di Carmine Gallone
  • 1961 - DON CAMILLO MONSIGNORE MA NON TROPPO regia di Carmine Gallone
  • 1965 - IL COMPAGNO DON CAMILLO regia di Luigi Comencini
  • Nel 1970 iniziarono le riprese di un sesto film, dal titolo DON CAMILLO, PEPPONE E I GIOVANI D'OGGI che però rimase incompiuto. Infatti, quello che sarebbe dovuto essere il capitolo conclusivo della serie cinematografica di Don Camillo e Peppone non è stato mai terminato per via della malattia che colpì Fernandel, che morì il 26 Febbraio 1972 a metà delle riprese, che erano andate a rilento proprio per il suo carente stato di salute. La produzione decise, anche su parere del regista e di Gino Cervi, di non completare il film nonostante il materiale già girato potesse risultare sufficiente.

Ecco tutti i film con cast, informazioni e notizie in merito: 

  • 1952 - DON CAMILLO diretto da Julien Duvivier, con Fernandel, Gino Cervi, Vera Talchi, Franco Interlenghi, Charles Vissiere, Leda Gloria, Sylvie, Luciano Manara, Armando Migliari, Manuel Gary, Marco Tulli, Giorgio Albertazzi, Mario Siletti, Gualtiero Tumiati, Ruggero Ruggeri, Dina Romano, Olga Solbelli, Saro Urzì, Clara Auteri Pepe, Italo Clerici, Peppino De Martino, Carlo Duse.
  • USCITA al cinema: 18 Marzo 1952
  • SCENEGGIATURA: René Barjavel, Julien Duvivier, Oreste Biancoli
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  • In un piccolo paese della Bassa Padana, Don Camillo, il robusto e combattivo parroco, e Peppone, il sindaco comunista, si trovano perennemente in contrasto, ma dopo scontri talvolta violenti, finiscono col mettersi d'accordo, lasciandosi guidare dal buon senso. Mentre i rossi festeggiano, in un comizio, la loro vittoria alle elezioni, Don Camillo fa suonare le campane a morte. Però Peppone si prende la sua rivincita quando può annunciare la prossima costruzione di una magnifica Casa del Popolo. Don Camillo, che non riesce a completare la costruzione del suo oratorio, si domanda dove Peppone trovi i soldi ma, ripensandoci, ricorda la storia della cassa d'una divisione militare scomparsa misteriosamente. Messo alle strette, Peppone viene indotto a cedere una parte del bottino. Don Camillo si lascia spesso trasportare dal suo temperamento ma poi si pente delle sue intemperanze e accetta umilmente i rimproveri che gli vengono dal Crocifisso dell'altare maggiore. Il tempestoso amore d'un giovane comunista per la figlia d'un possidente, benché abbia lieto fine, fa perdere il controllo di sé a Don Camillo, tanto che il vescovo lo manda un po' in vacanza. Peppone proibisce ai suoi amministrati di salutarlo quando lascia il paese ma Don Camillo sarà festeggiato alle più vicine stazioni della linea ferroviaria dai suoi fedeli e dallo stesso Peppone.
  • Don Camillo incassò quasi 1 miliardo e 469 milioni di lire, piazzandosi al primo posto nella classifica dei migliori incassi dell’anno con oltre 13 milioni e 215 mila spettatori. Don Camillo doppiò il secondo classificato che fu Totò a colori che arrivò a 774 milioni e 750 mila lire con quasi 7 milioni di spettatori.
  • I racconti di Giovannino Guareschi sui quali si basa la sceneggiatura di Don Camillo: Peccato confessato (1946), Il battesimo (1947), Rivalità (1947), Incendio doloso (1947), Inseguimento (1947), Giulietta e Romeo (1947), Scuola serale (1947), Il proclama (1947), Finto funerale (1947), Uomini e bestie (1947), Quelli di città (1947), Passa il "giro" (1947), Football (1947), Democrazia (1947), La maestra vecchia (1947), I bruti (1947), La festa (1947), Delitto e castigo (1947), Giallo e rosa (1947). 
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  • 1953 - IL RITORNO DI DON CAMILLO diretto da Julien Duvivier con Fernandel, Gino Cervi, Leda Gloria, Paolo Stoppa, Edouard Delmont, Alexandre Rignault, Thomy Bourdelle, Charles Vissiere, Claudy Chapeland, Tony Jacquot, Marco Tulli, Arturo Bragaglia, Saro Urzì, Miranda Campa, Lia Di Leo, Enzo Staiola, Ruggero Ruggeri, Emilio Cigoli, Manuel Gary, Pina Gallini, Lino Solari, Gloria Villar, Beppe Tosi, André Hildebrand, Robert Lombard, Giampaolo Rosmino, Bernardo Severoni, Jean Mollier, Giovanni Onorato.
  • USCITA al cinema: 23 Settembre 1953
  • SCENEGGIATURA: Julien Duvivier, René Barjavel
  • Inverno 1946. Don Camillo è stato sollevato dall'incarico di parroco del suo paese per via di una punizione dovuta al suo carattere troppo impulsivo, e parte quindi per la parrocchia di Montenara, una chiesetta semidiroccata sperduta tra i monti, in sostituzione al defunto parroco Don Luciano. Qui, presso la chiesa frequentata dalla sola perpetua, viene accolto in un ambiente freddo e in una canonica inospitale. Don Camillo nella nuova residenza si sente orribilmente solo e pensa con nostalgia al Crocifisso dell'altar maggiore nella sua antica parrocchia, dal quale gli giungevano salutari ammonimenti. Ma anche gli antichi parrocchiani sentono la mancanza del dinamico, battagliero parroco e il suo eterno avversario, il sindaco comunista Peppone, non riuscendo a piegare l'ostinazione di un latifondista, che impedisce l'esecuzione, nelle sue terre, di necessarie opere di difesa dalle inondazioni, si rivolge al Vescovo per ottenere il ritorno di Don Camillo, nel quale è certo di trovare un alleato. Appena tornato, il bravo sacerdote trova modo di destare l'entusiasmo popolare con uno dei suoi soliti colpi di testa e ben presto si rinnovano gli attriti fra il parroco e i rossi, capeggiati da Peppone. Ma quando il Po travolge gli argini e minaccia il paese, Don Camillo e Peppone gareggiano nell'adoperarsi e prodigarsi per il bene comune e la collaborazione varrà a creare nuovi vincoli tra i due vecchi avversari, alimentando la loro reciproca stima ed amicizia.
  • Il ritorno di Don Camillo incassò quasi 960 milioni di lire, risultando così il secondo migliore incasso dell'anno, con 7 milioni e 500 mila spettatori. In quell’anno al primo posto si piazzò Pane, amore e fantasia con un incasso di 1 miliardo e mezzo di lire grazie ai 10 milioni e 600 mila spettatori.
  • I racconti di Giovannino Guareschi sui quali si basa la sceneggiatura del film Il ritorno di Don Camillo: Cinque più cinque (1947), Boxe (1947), In riserva (1947), Pugno dinamometro (1947), La lettera (1949), Triste domenica (1951), La campana (1951), Come pioveva (1951), La danza delle ore (1951), Ognuno al suo posto (1951), Via Crucis (1951), Credono di essersi ammazzati (1952), Il pellerossa (1952), Il pilone (1952), Vendita anima (1952) e Il ritorno di Don Camillo (1952). 
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  • 1955 - DON CAMILLO E L'ONOREVOLE PEPPONE diretto da Carmine Gallone con Fernandel, Gino Cervi, Leda Gloria, Claude Silvani, Umberto Spadaro, Memmo Carotenuto, Saro Urzì, Guido Celano, Marco Tulli, Giovanni Onorato, Carlo Duse, Gaston Rey, Luigi Tosi, Ruggero Ruggeri, Emilio Cigoli, Renzo Giovampietro, Manuel Gary, Enrico Canestrini, Stefano Alberici, Vince Barbi, Mario Siletti, Spartaco Pelliccia, Gustavo Di Nardo, Giuseppe Varni, Lamberto Maggiorani.
  • USCITA al cinema: 29 Marzo 1955
  • SCENEGGIATURA: Giovannino Guareschi
  • 1948. Brescello è in fermento. Nella piazza si costruisce un monumento alla Pace, e il Partito Comunista manda in missione alcuni compagni della città per fare propaganda: infatti a breve ci saranno le elezioni politiche, e il sindaco Peppone si candida a deputato. Don Camillo, appena venuto a sapere della notizia, corre a protestare dal Cristo crocifisso, ma poi minimizza, ricordando che prima Peppone deve superare l'esame di quinta elementare. Durante l'esame Peppone viene preso dall'agitazione, ma interviene don Camillo, facendogli superare brillantemente l'esame in cambio di una cospicua contropartita. Per dare al sindaco candidato un appoggio durante la campagna elettorale, la Federazione invia una compagna energica sì, ma non priva di attrattive personali, alle quali Peppone non si mostra insensibile. L'episodio potrebbe riuscire fatale alla tranquillità domestica del sindaco se Don Camillo non intervenisse tempestivamente per ricondurre la pace nella famiglia. Per poter aspirare all'elezione, Peppone si prepara coscienziosamente a sostenere l'esame di quinta elementare, ma non riuscirebbe a superarlo senza l'aiuto di Don Camillo, aiuto non del tutto disinteressato, giacché, in compenso, il sindaco deve mettere la sua firma sotto il progetto di costruzione di una cappella. Altri episodi mettono uno di fronte all'altro i due eterni avversari, sempre in sospetto, sempre in cerca di una rivincita. Per la chiusura della campagna elettorale Peppone tiene un discorso pieno di bolsa retorica comunista che Don Camillo, facendo suonare l'inno del Piave, trasforma in un'affermazione di patriottismo. Peppone viene eletto, rinuncia all'ufficio di sindaco e si prepara a partire. Ma non è soddisfatto: preferisce rimanere al suo paese, continuare a fare il sindaco. Ci ripensa quando è in treno, e in seguito alle parole di Don Camillo, andato a salutarlo, rinuncia al mandato e se ne torna al paese.
  • Don Camillo e l'onorevole Peppone ha incassato 974 milioni e 500 mila lire, con quasi 6 milioni e 900 mila spettatori, piazzandosi al settimo posto come migliore incasso dell'anno.
  • I racconti di Giovannino Guareschi sui quali si basa la sceneggiatura di Don Camillo e l'onorevole Peppone: Ponte-mina (1947), La festa (1947), L'altoparlante (1951), Il sogno del cappello verde (1951), Ancora il fantasma del cappello verde (1951), Carro armato (1952, poi re-intitolato Il Panzer nella versione inclusa nel volume Don Camillo e il suo gregge, 1953), Esame Peppone (1952), Furto delle galline (1952) e Lettera al lettore (1955).
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  • 1961 - DON CAMILLO MONSIGNORE MA NON TROPPO diretto da Carmine Gallone con Fernandel, Gino Cervi, Leda Gloria, Gina Rovere, Saro Urzì, Valeria Ciangottini, Marco Tilli, Andrea Checchi, Emma Gramatica, Karl Zoff, Ruggero De Daninos, Carlo Taranto, Armando Bandini, Giuseppe Porelli, Andrea Scotti, Giulio Girola, Renzo Ricci, Gustavo Serena, Mario Siletti, Franco Pesce, Armando Migliari, Spartaco Pelliccia, Elio Folgaresi, Carlo Giuffré, Ignazio Balsamo.
  • USCITA al cinema: 7 Ottobre 1961
  • SCENEGGIATURA: Carmine Gallone, Giovannino Guareschi, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi
  • Dall'epoca in cui è ambientato il precedente film della serie sono passati 12 anni. Ora siamo nel 1960: da tre anni, i superiori di don Camillo si sono sbarazzati di lui facendolo monsignore e trasferendolo a Roma. Lo stesso hanno fatto i dirigenti del partito comunista con Peppone, eletto senatore. Arriva loro da Brescello, loro paese natale, la notizia che è stato approvato il progetto della costruzione di una casa popolare per alloggiare alcune famiglie in difficoltà; il problema è che sul luogo di costruzione sorge la cosiddetta «Madonnina del Borghetto», di proprietà della Curia. Monsignor Don Camillo ed il Senator Peppone, entrambi a Roma in piena nostalgia del loro paese colgono l’occasione per tornare. Infatti visto che a Brescello è scoppiata una diatriba tra comunisti e cattolici, il PCI da una parte e il Vaticano dall'altra non trovano di meglio che inviare sul posto don Camillo e Peppone, quali elementi moderatori, perché si raggiunga un accordo circa la costruzione della Casa del Popolo la cui edificazione richiederebbe la demolizione di una piccola cappella votiva. Altre grane opporranno Don Camillo a Peppone: il matrimonio del figlio di Peppone; l'oltraggio subito dalla compagna Gisella; i fatti di luglio, ma alla fine i due tornano a Roma stringendosi la mano.
  • Don Camillo monsignore ma non troppo ha incassato 1 miliardo e 125 milioni di lire classificandosi come sesto migliore incasso dell'anno con oltre 6 milioni e 620 mila spettatori.
  • I racconti di Giovannino Guareschi sui quali si basa la sceneggiatura di Don Camillo monsignore ma non troppo: Il pittore (1947), In riva al fiume (1947), Il muraglione (1951), Vincita Sisal (1952), Il campanone (1960) e La vendetta (1961).
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  • 1965 - IL COMPAGNO DON CAMILLO diretto da Luigi Comencini con Fernandel, Gino Cervi, Saro Urzì, Leda Gloria, Graziella Granata, Gianni Garko, Marco Tulli, Silla Bettini, Alessandro Gottlieb, Jacques Herlin, Mirko Valentin, Ettore Geri, Margherita Sala, Paul Muller, Rose Marie Lindt, Armando Migliari, Aldo Vasco, Salvatore Campochiaro.
  • USCITA al cinema: 18 Settembre 1965
  • SCENEGGIATURA: Piero De Bernardi, Leo Benvenuti
  • A Brescello, dove Peppone è sindaco e Don Camillo parroco, si sta organizzando un gemellaggio con Brezwyscewski, un paesetto della campagna russa. Al battagliero parroco l'iniziativa non piace e pensa di contrastarla utilizzando a scopo propagandistico due profughi russi che fa ospitare di cascina in cascina. Ma l'espediente perde ogni valore quando si viene a scoprire che si tratta di due italianissimi lestofanti. Il gemellaggio è deciso e Peppone compone il drappello di "compagni" che si recherà in Russia per le celebrazioni. Minacciando il sindaco di rendere pubblica una certa sua scappatella sentimentale, Don Camillo lo costringe ad inserire il nome del parroco nella lista dei partenti sotto copertura. Don Camillo è, naturalmente, l'ospite più irrequieto perché non può esimersi dal compiere la propria missione sacerdotale; celebra la Messa, ridà energia e coraggio ad un pope russo, guida verso il matrimonio l'amore di un partecipante al viaggio nei confronti della interprete russa che li accompagna. Ma Peppone si vendicherà facendosi ammettere, vestito da monsignore, in una crociera di giovani sacerdoti che Don Camillo, tornato a Brescello, avrà l'incarico di accompagnare negli Stati Uniti.
  • Il compagno Don Camillo ha incassato quasi 864 milioni di lire piazzandosi al 25esimo posto della classifica annuale con 3 milioni e 600 mila spettatori
  • I racconti di Giovannino Guareschi sui quali si basa la sceneggiatura del film Il compagno Don Camillo: Il Kolchoz (1950), Come pioveva (1951), Vincita Sisal (1952), Agente segreto di Cristo (1959), In abito simulato (1959), Politica da viaggio (1959), Tre fili di frumento (1959) e Gioventù bruciata (1960).

 

Ecco il paese, ecco il piccolo Mondo di un Mondo Piccolo piantato in qualche parte dell’Italia del nord, là, in quella fetta di terra grassa e piatta che sta tra il fiume e il monte, fra il Po e l’Appennino, nebbia densa e gelata l’opprime d’inverno, d’estate un sole spietato picchia a martellate furibonde sui cervelli della gente, e qui tutto si esaspera, qui le passioni politiche esplodono violente e la lotta è dura ma gli uomini rimangono sempre uomini e qui accadono cose che non possono accadere da nessuna altra parte…

 

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