Paperino buon compleanno

Paperino buon compleanno

Tutto ha inizio nel 1934 quando, con la voce storica di Clarence Nash che lo ha doppiato per oltre 50 anni, Paperino ha mosso i suoi primi passi verso il successo e la popolarità in “La gallinella saggia” (titolo originale ”The Wise Little Hen”). Subito ha fatto intendere di che pasta fosse fatto: ombroso irritabile e pessimista fingeva malanni e infortuni per evitare di andare al lavoro, spesso in compagnia di Meo Porcello.

Il suo confronto costante con il Magico Topolino spesso lo portano a coprirsi di ridicolo giacché mentre Topolino appare incredibile ed infallibile, Paperino inseguito dalla sua invidia e dal complesso di inferiorità, cerca in tutti i modi di demolirne la genialità. E quindi lo fa perché non è una star, anzi è l’esatto opposto, infatti è un soggetto debole ed insicuro e questa differenza non la gradisce per niente. Questo conflitto con Topolino ebbe inizio già nell'Orphan's Benefit dove Paperino si esibiva durante lo spettacolo di beneficienza alla ricerca di un suo momento di gloria. Ma purtroppo la sua performance risultava davvero brutta: recitava una canzoncina che nessuno riusciva a comprendere, veniva contestato e si offendeva. Il pubblico l'adorò. Infatti questa sua debolezza e insicurezza conquista il pubblico che prova per lui simpatia e affetto ed il suo personaggio acquista pian piano sempre più considerazione.

Paperino non è totalmente inconcludente e lento a capire come Pippo, non è affabile geniale e super logico come Topolino: Donald Duck non riesce a tenere nulla sotto controllo, non è mai padrone della situazione, riesce solo a capire che le cose gli vanno male e non è abbastanza attento e ottimista da rimetterle a posto. Insomma, Paperino è umano. Nel momento in cui Walt Disney realizza i cortometraggi per la propaganda bellica della Seconda Guerra Mondiale, lo fa mandando uno dei suoi personaggi al fronte in Der Fuhrer's Face (1943, di Jack Kinney). E non manda Topolino, né Pippo. Manda Paperino, perché la guerra è una cosa fin troppo seria, e non ammette stupidità: è faccenda dell'uomo comune. Disney racconta le angherie in una fabbrica nazista che subisce Paperino in un incubo. In discorso fu chiaro sulla scelta del personaggio: violare il sorriso di Topolino sarebbe stato troppo pesante, Pippo non sarebbe stato in grado di capire. Il debole e umano Paperino, invece, può soffrire e rialzarsi, piegarsi ma non spezzarsi, è il perfetto interprete per un credibile conforto. L'unico Oscar vinto da Paperino è proprio qui.

La storia fumettistica di Paperino è in piena simbiosi con gli adorati nipoti Qui, Quo, Qua, che accudisce ma che spesso dimostrano di essere più maturi dello zio, e con l’amata Paperina (Daisy), con la quale ha un rapporto a dir poco tra il comico ed il cervellotico. Al cinema Paperino lo troviamo in “Il canto di Natale di Topolino” del 1983 nel ruolo del nipote di Scrooge, in “Chi ha incastrato Roger Rabbit” nel 1988 in una memorabile scena dove si batte simbolicamente con Daffy Duck ed in Fantasia 2000 dove smista e carica gli animali sull'arca di Noè. Si rammenterà di tutte le coppie, ma dimentica Paperina….

Chissà quando Paperino tornerà al cinema, ma nell'attesa l’attenzione nei suoi confronti non verrà mai meno, anche grazie alle sue altre interpretazioni nei fumetti, nei parchi giochi, in televisione, nei videogiochi.

Buon ottantesimo compleanno Paperino!

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