I migliori films sulla Shoah

I migliori films sulla Shoah

Il 27 gennaio di ogni anno  il mondo rende omaggio alla memoria delle vittime dell’Olocausto. La data segna l’anniversario di uno degli eventi più rilevanti in riferimento all’intera storia dell’umanità: il 27 gennaio 1945 avvenne la liberazione del campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau da parte delle truppe sovietiche.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per non dimenticare le vittime della Shoah e per contrastare l’antisemitismo, il razzismo e altre forme di intolleranza, ha proclamato ufficialmente proprio in questa data la Giornata Internazionale di commemorazione.

Per l'occasione ecco un elenco di films che trattano il tema della Shoah e dello sterminio razziale. Alcuni sono dei capolavori che hanno fatto la storia del cinema, per valore artistico, per premi e riconoscimenti ricevuti, alcuni magari sono piaciuti di meno ma comunque tutti insieme questi films rappresentano una variegata lettura che traspone, sul grande schermo, un’intera epoca storica e che depone quegli orrendi e tragici eventi in eredità alla storia del cinema ed agli spettatori. Ecco i films:

Il diario di Anna Frank, regia di George Stevens – USA, 1959 - Bolero, regia di Claude Lelouch - Francia, 1981  -  La scelta di Sophie, diretto da Alan J. Pakula - USA, 1982  -   Arrivederci ragazzi, regia di Louis Malle - Francia,Germania Occidentale, 1987   -    Dottor Korczak, regia di Andrzej Wajda - Polonia,Germania,Francia, 1992  -   Jona che visse nella balena, regia di Roberto Faenza – Italia,Francia, 1992   -    Schindler's list -La lista di Schindler, diretto da Steven Spielberg – USA, 1993   -  La tregua, regia di Francesco Rosi – Francia Italia, 1996 -   Confessione finale, diretto da Keith Gordon - USA, 1996   -    La vita è bella, di e con Roberto Benigni – Italia, 1997   -    Train de vie, regia di Radu Mihaileanu - Francia,Belgio,Romania, 1998    -    Jakob il bugiardo, diretto da Peter Kassovitz – USA, 1999   -    Concorrenza sleale, regia di Ettore Scola – Italia, 2001   -    Amen., regia di Costantino Costa Gavras – Francia, 2002   -    Il pianista, regia di Roman Polansky - Regno Unito,Francia,Polonia, 2002    -     Rosenstrasse, regia di Margarethe von Trotta – Germania, 2003   -    ll bambino con il pigiama a righe, regia di Marc Herman – USA, 2008  - The Reader -A voce alta, regia di Stephen Daldry – Germania USA, 2008  -  Vento di primavera, diretto da Roselyne Bosch - Francia, 2010   -    La chiave di Sara, regia di Gilles Paquet-Brenner - Francia, 2010   -    Storia di una ladra di libri, regia di Brian Percival - USA, Germania, 2013  -   Suite Francese, regia di Saul Dibb - Francia Gran Bretagna Canada, 2015  -  Il labirinto del silenzio, regia di Giulio Ricciarelli – Germania, 2015  -  Il viaggio di Fanny, regia di Lola Doillon – Francia, 2016  - Un sacchetto di biglie, regia di Christian Duguay – Francia, 2017 - La signora dello zoo di Varsavia, regia di Niki Caro – USA, 2017  

Il diario di Anna Frank è un film di George Stevens con Millie Perkins, Joseph Schildkraut, Shelley Winters, Richard Beymer, Gusti Huber, Lou Jacobi, Diane Baker, Douglas Spencer, Dodie Heath, Ed Wynn. Il film è basato sull’adattamento teatrale del diario e girato a 14 anni di distanza dalla morte di Anna Frank. Nel 1945 Otto Frank, un ebreo che è sopravvissuto al campo di concentramento nazista, ritorna ad Amsterdam, nella casa dove rimase nascosto, insieme alla sua famiglia, per due anni. Qui ritrova il diario scritto da sua figlia Anna, e i ricordi di quel periodo si riaffacciano alla sua mente. Nell'estate del 1942 Otto Frank, per sottrarsi alla persecuzione razziale, si nascose in una soffitta con la moglie e le sue due figlie, Margot ed Anna. Ad essi si unirono i coniugi Van Daan, anch'essi ebrei, col figlio Peter. Per le due famiglie inizia così una vita fatta di terrore e di stenti, rallegrata solo dalle visite quotidiane di Kraler e Miep, i due amici che li hanno nascosti. Anna osserva tutto quello che succede intorno a lei e confida al suo diario ogni suo pensiero: ella ha trovato in Peter un amico sincero e comprensivo. Intanto lo sbarco degli alleati in Normandia ravviva le speranze dei reclusi; ma la visita notturna di un ladro determina il loro destino. Il ladro viene arrestato dalla "Gestapo", alla quale, per essere lasciato libero, rivela il nascondiglio degli ebrei. Quando i soldati tedeschi fanno irruzione nella soffitta, trovano gli ebrei pronti a seguirli: non c'è più spavento in loro, sono animati da una grande speranza. Prima di lasciare per sempre il suo diario Anna gli confida ancora una volta il suo intimo pensiero: malgrado tutto, ella crede ancora nella fondamentale bontà degli uomini. Anna morirà otto mesi più tardi nel campo di concentramento.

Bolero, regia di Claude Lelouch con Geraldine Chaplin, Robert Hossein, James Caan, Jacques Villeret, Macha Méril. Il titolo originale del film è Les uns et les autres mentre il titolo italiano è tratto dal celebre balletto per orchestra di Maurice Ravel utilizzato nella colonna sonora, nella quale c’è il contributo di altri celebri compositori.

La scelta di Sophie (Sophie's Choice) è un film tratto dall'omonimo romanzo di William Styron diretto da Alan J. Pakula con Kevin Kline, Meryl Streep, Peter McNicol, Peter MacNicol. L'American Film Institute nel 2007 l'ha inserito al novantunesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi. Stati Uniti, 1947. Il film narra la storia di Stingo, un giovane aspirante scrittore che, lasciata l'uniforme dei Marines, si trasferisce a New York. Trova alloggio insieme ad altri due inquilini, Sophie Zawistowska, una donna polacca, che ha subito la terribile esperienza del campo di concentramento di Auschwitz, e Nathan Landau, un intellettuale ebreo, brillante ed elegante, ma ossessionato e sconvolto dall'olocausto e dalla morte di sei milioni di ebrei.

Arrivederci ragazzi è un film per la regia di Louis Malle con Gaspard Manesse, Francine Racette, Raphael Fejito, François Berléand, Irène Jacob., ispirato a un ricordo di scuola dello stesso regista. Il film ha vinto il Leone d'Oro alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Francia, 1944, un ragazzo di nome Julien Quentin viene mandato presso il Collegio dei Carmelitani Scalzi di Fontainebleau, dove incontra un coetaneo, Jean Bonnet. Julien inizialmente prova invidia per Jean che ottiene ottimi voti e sa suonare bene il pianoforte. Tutto inizia a mutare quando Julien scopre che Jean Bonnet in realtà è Jean Kippelstein, un ebreo che ha trovato rifugio sotto falso nome nel collegio, per sfuggire alle persecuzioni razziali. La rivalità si trasforma in curiosità, desiderio di conoscere, scompare l’ostilità e nasce una grande amicizia.

Dottor KorczakDottor Korczak, regia di Andrzej Wajda con Wojciech Pszoniak, Ewa Dalkowska, Piotr Kozlowski, Marzena Trybala. Il film, ambientato a Varsavia, racconta gli ultimi anni della vita di Janus Korczak, medico, scrittore e pedagogo ebreo polacco. Con l’inizio della seconda guerra mondiale, poco dopo l’invasione nazista, Korzack, fondatore e direttore di un grande orfanatrofio, è costretto a trasferirsi nel ghetto. Le vicende del film mettono in evidenza le difficoltà quotidiane durante l’occupazione: gli stenti a causa della scarsità di cibo e di vestiti per i bambini e le violenze dei nazisti, ma anche il grande sforzo umano e pedagogico che Korczak faceva, con costanza e determinazione, per educare e sostenere gli orfani, per mantenere viva la speranza di un futuro migliore, e per non arrendersi al sofferenza e allo disperazione.

Jona che visse nella balena, regia di Roberto Faenza con Juliet Aubrey, Jean-Hugues Anglade, Jenner Del Vecchio, Francesca De Sapio. Breve autobiografia della tragica esperienza vissuta dall’autore durante la sua infanzia. Tratto dal libro Jona Oberski, Anni d’infanzia, Iª ed. 1977, Iª ed. it. La Giuntina, Firenze 1997. Trama: Dopo un’infanzia serena ad Amsterdam con i genitori, il primo arresto insieme alla mamma e la detenzione di una settimana nel campo olandese di Westerborck, portano Jona verso una drammatica svolta della sua vita, pian piano tutto si trasforma: subisce atti di antisemitismo da parte di altri bambini, il papà viene licenziato, alla mamma non viene consentito di fare la spesa nel negozio di sempre, perdipiù sono costretti ad uscire con la stella gialla cucita sui vestiti.

Schindler's listSchindler's list - La lista di Schindler (Schindler's List) diretto da Steven Spielberg, interpretato da Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes. Il film è ispirato al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally e basata sulla vera storia di Oskar Schindler, con questo film Spielberg ebbe la definitiva consacrazione tra i grandi registi, vincendo l'Oscar per il miglior film e la miglior regia.

La tregua è un film di Francesco Rosi con John Turturro, Massimo Ghini, Rade Sherbedgia, Claudio Bisio, Teco Celio, Roberto Citran, Stefano Dionisi, Lorenza Indovina, Ernesto Lama, Andy Luotto, Federico Pacifici, Franco Trevisi, Agnieszka Wagner, Gerda Maria Jürgens. Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Primo Levi, racconta il viaggio di ritorno di tre deportati italiani sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz dopo la loro liberazione da parte dell'esercito sovietico. Quando si annuncia la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di deportati viene liberato dai russi dal lager di Auschwitz ma, in assenza di indicazioni o di punti di riferimento, rimane sbandato. Ci sono polacchi, cechi, francesi ed anche italiani. Per un po' tutti rimangono uniti, poi gli italiani si affidano ad un connazionale che si spaccia per responsabile dei rapporti con i russi e cercano di pensare a come tornare a casa. Comincia così un viaggio pieno di difficoltà affrontato nelle condizioni più disperate.

Confessione finale (Mother Night) diretto da Keith Gordon con Alan Arkin, Bernard Beherens, Sheryl Lee, Nick Nolte, Zach Grenier, Kirsten Dunst, è basato sul romanzo Madre notte di Kurt Vonnegut. Howard Campbell , un americano che vive in Germania da quando è bambino, viene reclutato dagli Stati Uniti d'America come spia durante la seconda guerra mondiale. Howard è costretto a tenere un programma radiofonico antisemita. Al termine del conflitto torna negli Stati Uniti con l’obiettivo di rifarsi una vita ma nel 1961 viene catturato dagli israeliani e, durante l’attesa del processo, scrive le sue memorie.

La vita è bella, diretto e interpretato da Roberto Benigni e con Horst Buchholz, Giustino Durano, Nicoletta Braschi. Il film ha ricevuto tre Oscar: quello alla migliore colonna sonora, quello al miglior film straniero e quello al miglior attore protagonista. Italia fascista, 1938. Roberto Benigni è Guido Orefice, un uomo ebreo che viene ospitato da suo zio Eliseo, possessore dell'albergo Grand Hotel, dove si mette a lavorare come cameriere. Nel frattempo incontra Dora, una giovane maestra elementare, di cui si innamora. Ma purtroppo presto la loro vita, che sembra scorrere felicemente, si avvia verso la disperazione per i tragici effetti dell’avvento del nazismo e della deportazione.

Train de vie, regia di Radu Mihaileanu con Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari. Estate del 1941, in un luogo imprecisato dell'Europa dell'est giunge la notizia che i nazisti si stanno avvicinando, ciò significa morte e deportazione, l’unica salvezza è la fuga. Per attuarla la comunità si ingegna prepararando un falso treno con le insegne del Reich ed i vagoni per inscenare una falsa deportazione travestendo tutti gli ebrei da "deportati" e "nazisti" per raggiungere la Palestina.

Jacob il bugiardoJakob il bugiardo (Jakob the Liar), diretto da Peter Kassovitz con Robin Williams, Alan Arkin, Bob Balaban, Hannah Taylor-Gordon, è un film tratto dall'omonimo romanzo di Jurek Becker ed è il remake dell'omonimo film tedesco del 1975. Polonia, 1944. In una cittadina occupata dai nazisti, gli ultimi superstiti di un ghetto sopravvivono tra mille stenti. Trasgredendo alle restrizioni sulla mobilità, l'ebreo Jakob si reca presso l'abitazione di un ufficiale nazista ed apprende che le truppe sovietiche sono alle porte della cittadina. Questa notizia riaccende le speranze dei sopravvissuti ma Jakob, minacciato dalla Gestapo, ha grandi difficoltà a gestire la circostanza.

Concorrenza sleale, regia di Ettore Scola con Claudio Bigagli, Gérard Depardieu, Diego Abatantuono, Sergio Castellitto. Roma, 1938. Due negozianti, Leone della Rocca e Umberto Melchiori, il primo ebreo e il secondo no, sono proprietari di due negozi d’abbigliamento situati l’uno vicino all’altro e contrapposti da una forte concorrenza. I loro figli si frequentano e sono legati da forti sentimenti.

Amen., regia di Costantino Costa Gavras con Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz, Marina Berti, Marcel Iures. Durante la guerra un ufficiale delle SS, Kurt Gerstein, ha l’incarico di trovare un sistema per purificare l’acqua per evitare la diffusione del tifo fra le truppe. Trova l’espediente che prevede l’utilizzo del Zyklon B, che ben presto viene utilizzato anche per sterminare gli ebrei nelle camere a gas. Dopo avere scoperto l’utilizzo che viene fatto del gas, Gerstein decide di denunciare l’orrore perpetrato. 

Il pianistaIl pianista, regia di Roman Polansky con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox, è tratto dal libro autobiografico di Wlatlyslaw Szpilman, Il pianista, Varsavia 1939-1945, Iª ed. 1946, Iª ed. it., Baldini e Castoldi, Milano 1999. Wlatlyslaw Szpilman, pianista e compositore polacco , ha scritto le sue memorie subito dopo la fine della guerra più per se stesso (come scrive il figlio nell’introduzione) che per far conoscere agli altri la propria eccezionale esperienza.

Rosenstrasse, regia di Margarethe von Trotta con Katja Riemann, Maria Schrader, Jürgen Vogel. Trama: Siamo negli anni 90, alla morte del marito Ruth impone ai figli un rispetto del rituale ebraico da sempre estraneo alle abitudini della famiglia. Addirittura arriva ad ostacolare il matrimonio della figlia Hannah con Luis, perché non ebreo. Hannah , da un casuale incontro con una cugina di cui ignorava l’esistenza , intuisce che la madre ha da sempre celato una parte fondamentale del suo passato e decide di scoprire la verità, quindi parte per Berlino, città d’origine di Ruth. Lì conosce Lena, una donna ormai molto avanti negli anni che si era presa cura di Ruth da piccola, nella Berlino della guerra, quando era stata arrestata perché ebrea. Lena inizia a raccontare le vicende che hanno coinvolto lei insieme alla piccola Ruth che aveva allora soltanto otto anni.

ll bambino con il pigiama a righe, regia di Marc Herman con Asa Butterfield, Zac Mattoon O'Brien, Domonkos Németh, Henry Kingsmill, tratto dal libro di John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe, Iª ed. 2006, Iª ed. it. Rizzoli, Milano 2007. Il film narra la storia di Bruno, un bambino di otto anni che vive a Berlino con la sua famiglia. Il padre, uomo di punta nelle gerarchie del partito, viene promosso per meriti e trasferito in un luogo non definito nell’est Europa dove si reca insieme alla famiglia. Bruno, che vive un grande disagio dovuto all’improvviso abbandono della sua casa e dei suoi amici, lì fa amicizia con un coetaneo in prigionia, un ragazzo con un pigiama a righe.

The Reader A voce alta è un film diretto da Stephen Daldry con Kate Winslet, Ralph Fiennes, Bruno Ganz, Karoline Herfurth, Linda Bassett, Susanne Lothar, Hannah Herzsprung, David Kross, Volker Bruch, Matthias Habich, Jeanette Hain, Vijessna Ferkic, Claudia Michelsen, Jürgen Tarrach, Max Mauff, Moritz Grove. Il film, basato sull'adattamento del romanzo omonimo di Bernhard Schlink, è diviso in due parti: la prima narra di una storia d'amore tra un 15enne e una 36enne, la seconda riguarda un processo che vede imputate diverse guardie di un campo di concentramento, accusate di aver provocato la morte di centinaia di donne ebree all'interno di una chiesa. Una storia struggente e drammatica il cui finale lascia senza fiato.

Vento di primaveraVento di primavera (La rafle), diretto da Roselyne Bosch con Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez, è basato sulla storia vera di un ragazzo ebreo durante la retata del Velodromo d’Inverno, in cui la polizia francese, complice dei nazisti, eseguì un arresto di massa degli ebrei. L’operazione, una retata vera e propria, fu denominata “vento di primavera”. Parigi, estate del 1942, la Francia è sotto l'occupazione tedesca e gli ebrei sono obbligati a tenere sui vestiti la stella gialla. Nel quartiere della Butte Montmartre, due famiglie ebree vivono come gli altri abitanti del quartiere, ma nella notte fra il 15 e il 16 luglio, il loro destino subisce un improvviso cambiamento. La polizia francese infatti, in seguito ad un accordo con i nazisti, effettua l'arresto e la deportazione di 15.000 ebrei ed anche il quartiere della Butte Montmartre non sfugge a questa sorte, così per la famiglia Weissmann e per i loro vicini inizia un calvario.

La chiave di SaraLa chiave di Sara, regia di Gilles Paquet-Brenner con Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Niels Arestrup, Frédéric Pierrot. Parigi, 16 Luglio 1942, la retata del Velodromo d’Inverno coinvolge la famiglia di Sara, una bimba di dieci anni che viene arrestata con la mamma e il papà. Prima di uscire di casa la piccola Sara convince il fratellino Michael a nascondersi dentro l’armadio facendo finta di giocare a nascondino e ad aspettarla. Sara ed i genitori però vengono portati prima al Velodrome d'Hiver e poi in un campo di transito, dove la piccola riesce a scappare tormentata dall'idea di andare a liberare il fratellino aprendo l'armadio tramite la chiave che conserva gelosamente con sé. Durante il viaggio viene aiutata dai coniugi Dufaure che si prendono cura di lei nonostante i pericoli, ma arrivati nel vecchio appartamento di Sara scoprono la tragedia: il piccolo Michael è morto nell'armadio nell’attesa che la sorellina lo liberasse.

Storia di una ladra di libriStoria di una ladra di libri, regia di Brian Percival, con Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie Nélisse, Ben Schnetzer, Nico Liersch. Nella Germania della Seconda Guerra Mondiale la commovente storia di Liesel (Sophie Nélisse) una vivace e coraggiosa ragazzina che viene affidata ai coniugi Hubermann, Hans (Geoffrey Rush) e sua moglie Rosa (Emily Watson). Liesel ha difficoltà ad adattarsi sia a casa che a scuola, dove viene schernita dai compagni perché non sa leggere. In suo aiuto Hans, il suo papà adottivo, che durante lunghe notti insonni le insegna a leggere. Un giorno conosce Max (Ben Schnetzer), un ragazzo ebreo che i coniugi Hubermann nascondono nello scantinato e che condivide con lei la passione per i libri.

Suite Francese è un film di Saul Dibb con Michelle Williams, Kristin Scott Thomas, Matthias Schoenaerts, Sam Riley, Margot Robbie, Ruth Wilson, Lambert Wilson, Eileen Atkins, Harriet Walter, Tom Schilling. Il film è tratto dall’omonimo romanzo postumo di Irène Némirovsky ed è il racconto dell'amore bruciante di un uomo e una donna travolti dalla Storia. Mentre il marito è impegnato a combattere la guerra, una donna francese intraprende una relazione sentimentale con un soldato tedesco, il quale si è appena trasferito nell’appartamento della suocera dove risiede anche la giovane. L’amore fra i due si sviluppa nonostante la tragedia del mondo circostante e rappresenta per entrambi un rifugio dinanzi l’orrore che regna incontrastato. Il film inizia durante la caduta della Francia sotto la Germania nel giugno del 1940 con l'esodo da Parigi. La sconcertata popolazione della città di Bussy si sta preparando all'arrivo di un battaglione tedesco che vivrà nelle loro case. Lucile Angellier, lei stessa una rifugiata Parigina, vive con l'austera suocera, Madame Angellier, mentre il marito è stato fatto prigioniero. Il giovane ufficiale tedesco, Bruno von Falk viene alloggiato presso di loro. Lucile gradualmente "si risveglia" e inizia a esplorare sentimenti che la turbano e che aveva sepolto durante il suo infelice matrimonio. Inizia ad innamorarsi di Bruno e quindi a lottare con i sentimenti verso il suo paese per sentirsi infine disillusa. Sullo sfondo del villaggio si osserva come ogni personaggio vive e affronta l'occupazione tedesca. È una reazione che viene determinata dalla classe di appartenenza. Il Visconte e la Viscontessa Montmort fanno affari con i tedeschi in cambio di un trattamento di favore, mentre Benoit, un contadino che ha affittato la loro terra, reagisce diventando membro della Resistenza. Il modo in cui gli abitanti del villaggio reagiscono è determinato anche dal sesso; i comportamenti della moglie di Benoit Madeleine, di Celine e di Lucile nei confronti dei soldati sono molto diversi.

Il Labirinto del Silenzio è un film di Giulio Ricciarelli con Alexander Fehling, André Szymanski, Friederike Becht, Johannes Krisch, Hansi Jochmann, Johann Von Bülow, Robert Hunger-Bühler, Lukas Miko, Gert Voss. Il film racconta la storia di un giovane pubblico ministero che decide di mettersi alla ricerca della verità alla fine degli anni 50. Combattendo contro ogni ostacolo immaginabile, supera i suoi limiti e quelli di un sistema, dove è più facile dimenticare che ricordare. Sullo sfondo di eventi realmente accaduti, Il labirinto del silenzio getta uno sguardo molto personale e particolare sullo stile di vita degli anni del "miracolo economico", l'era delle sottogonne e del rock'n'roll, in cui le persone volevano solo dimenticare il passato e guardare avanti. Il film racconta un capitolo poco noto di quegli anni, che fondamentalmente hanno cambiato il modo in cui la Germania guardava al suo passato. Il film è una storia di coraggio, responsabilità e di lotta per la giustizia.

Il viaggio di Fanny è diretto da Lola Doillon con Léonie Souchaud, Fantine Harduin, Juliane Lepoureau, Ryan Brodie, Anaïs Meiringer. Basato su una storia vera, il film racconta la vicenda di Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi, viene mandata insieme alle sorelline in una colonia in montagna. Lì conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, scappa nel tentativo di raggiungere il confine svizzero per salvarsi. Un viaggio emozionante sull'amicizia e la libertà raccontato attraverso gli occhi dei bambini che consentirà ai giovani spettatori di comprendere più a fondo il dramma della guerra e della persecuzione razziale.

Un sacchetto di biglie è un film di Christian Duguay con Dorian Le Clech, Batyste Fleurial, Patrick Bruel, Elsa Zylberstein, Bernard Campan, Christian Clavier, César Domboy, Ilian Bergala, Emile Berling, Jocelyne Desverchere. Il film racconta il sorprendente viaggio di due giovani fratelli di origini ebrea, attraverso la Francia degli anni quaranta, occupata dai nazisti. Joseph e Maurice vivono la loro infanzia serenamente: d'estate giocano tra le onde, d'inverno si sfidano a battaglie di palle di neve. Fino a quando tutto cambia. A scuola sono costretti a indossare segni distintivi sulla giacca della divisa, come tutti gli altri bambini ebrei; vengono esclusi e additati dai compagni, emarginati dagli amici che ora li guardano in modo diverso. La situazione si complica a tal punto che una sera, il padre gli annuncia che dovranno partire in cerca di un luogo più sicuro. I bambini si mettono così in viaggio per sfuggire ai nazisti e raggiungere la cosiddetta "terra libera". In qualche modo riescono a eludere i controlli delle SS, imparano a riconoscere il rumore dei tremendi camioncini che sciamano per il Paese, e a scappare prima che gli ufficiali a bordo si accorgano della loro presenza. Il film segue i due bambini nella loro fuga da Parigi alla ricerca di un rifugio definitivo, mostra senza filtri le insormontabili difficoltà che affrontano lungo il percorso e come, con un'incredibile dose di astuzia, coraggio e ingegno riescono a sopravvivere alle barbarie naziste e a ricongiungersi finalmente alla loro famiglia.

La signora dello zoo di Varsavia è un film di Niki Caro con Jessica Chastain, Daniel Brühl, Johan Heldenbergh, Iddo Goldberg, Shira Haas, Michael McElhatton, Marta Issová, Goran Kostic, Arnost Goldflam, Martin Hofmann. Il film è ispirato a una storia realmente accaduta narrata nel libro Gli ebrei dello zoo di Varsavia basato sulla storia di Antonina Zabinski. Siamo negli anni ’30 e lo zoologo Jan Zabinski dirige lo zoo di Varsavia, con l’aiuto della moglie Antonina lo popola di molte specie animali rare ed esotiche e lo rende uno degli zoo più grandi ed interessanti d’Europa. Ma la guerra incombe e, nel settembre del 1939, i tedeschi invadono la Polonia. Giunto a Varsavia, il direttore dello zoo di Berlino, alto ufficiale nazista e capo zoologo di Hitler, Lutz Heck, va subito in visita al famoso zoo della città, dove Antonina si trova casualmente sola con il figlio Ryszard. Heck trova in quel luogo due cose che lo appassionano: gli animali in gabbia e la bella moglie del direttore. Decide quindi di occuparsene pienamente e come primo provvedimento ordina di trasportare a Berlino gli animali più preziosi e uccidere tutti gli altri. La carneficina genera orrore in Antonina che, però, si rende presto conto che è meglio non contrariare l’ufficiale e i suoi piani. Fra questi progetti c’è anche quello di ospitare nello zoo l’esperimento di ricreare una specie animale simbolo del Reich: gli uri. Durante la convivenza forzata il nazista si dimostra sempre più interessato ad Antonina, che cerca di sfruttare questa debolezza a favore dello zoo e della sua famiglia. Quando gli ebrei della città vengono rinchiusi nel Ghetto, Jan e Antonina decidono di fare di tutto per salvare più vite possibili. I coniugi elaborano infatti un piano, pur sapendo che, se fossero scoperti, potrebbero essere uccisi mettendo a rischio anche i loro collaboratori e il piccolo Ryszard. Propongono a Heck di trasformare lo zoo in un allevamento di maiali desinati a nutrire le truppe tedesche e l’ufficiale accetta. Jan, quindi, mette in atto il suo stratagemma: raccoglie i rifiuti dal Ghetto con la scusa di dare da mangiare ai maiali e, nel portare fuori il camion, nasconde donne, uomini e bambini sotto cumuli d’immondizia, poi li scarica insieme al pattume nei tunnel dello zoo, sotto gli occhi dei soldati, e li nasconde nelle gabbie presenti nei sotterranei della casa in attesa di scappare con l’aiuto della resistenza polacca.

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Commenti (1)

  • Wajda Art

    Wajda Art dice:17-04-2018 alle 12:32:28

    Sfortunatamente, uno dei registi ed artisti più grandi non c’è più, ma ciò non implica che il ricordo di lui debba svanire. Al contrario, desideriamo commemorare la vita e l’arte di uno dei Maestri, Andrzej Wajda. Per completare e rilasciare il nostro progetto abbiamo bisogno di supporto. Ci siamo recati verso le pagine di crowdfunding e presto ci sarà la possibilità di supportare il progetto da lì. Contiamo enormemente sul coinvolgimento e sul supporto degli entustiasti dell’arte e speriamo di pubblicare presto il nostro fantastico progetto!
    http://www.multiartprojects.com/ Replica

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